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Ippovia del Po: il gruppo Fitetrec-Ante verso il Delta PDF Stampa E-mail
Turismo Equestre - Lunghi Viaggi
Mercoledì 18 Agosto 2010 12:39
Trecentocinquanta chilometri - metro più, metro meno - alle spalle, altri 150 da percorrere. Il gruppo Fitetrec-Ante - quattro partecipanti a sella e tre in una carrozza trainata da una pariglia - che stanno percorrendo i sentieri lungo il fiume Po dopo essere partiti domenica 8 agosto da Casale Monferrato per arrivare, sabato prossimo, al Delta, hanno raggiunto lunedì scorso Ostiglia, nel Mantovano. L'Ippovia del Po, della quale l'Emilia Romagna è capofila, nasce sulla spinta del progetto interregionale "Valorizzazione turistica Fiume Po", iniziativa di vasta portata turistica, culturale e ambientale in sintonia con un obiettivo comunitario di valorizzazione delle anse fluviali.

«Siamo partiti con l'obiettivo di fare un bel viaggio a cavallo tra amici - ha spiegato Ambrogio Girino, uno dei cavalieri - e invece, man mano che procedevamo, ci siamo accorti di avere coinvolto moltissime persone e di essere diventati, per caso e senza volerlo, famosi. L'interesse suscitato da questo progetto interregionale di Ippovia del Po è altissimo. Le persone ci aspettano al nostro passaggio, siamo stati intervistati da emittenti locali, interi paesi si sono mobilitati per darci assistenza, abbeverare i cavalli, fornire tutte le informazioni necessarie. Alcune persone ci hanno addirittura accompagnato per un tratto. È una sensazione bellissima. L'accoglienza è stata ovunque strepitosa, al di là delle più rosee aspettative. Abbiamo avuto la netta sensazione di un fil rouge che colleghi tutte le genti del Po, dalla sorgente al delta. È il grande fiume che accomuna gli abitanti delle sue rive con peculiarità caratteriali simili e identici atteggiamenti lungo tutto il suo corso. Anche sotto questo aspetto è stato interesante ritrovare un sentire comune pur nelle diverse sfaccettature delle differenti province».

«L'idea di percorrere le rive del Po covava da tempo - continua Girino - e poi è arrivato il prezioso intervento della Fitetrec-Ante. Abbiamo iniziato ad allenare i cavalli e noi stessi fin dall'inverno perché ogni giorno si trascorrono otto-nove ore in sella e in carrozza. Il percorso è stato studiato nel dettaglio e le uniche difficoltà, a parte l'inevitabile fatica e l'usura delle attrezzature, comunque previste, le abbiamo incontrate nel primo tratto, tra l'Alessandrino e il Pavese. In quel tratto di fiume, infatti, gli argini sono talora impraticabili per la presenza di numerosi sbarramenti che consentono il passaggio a sella ma non in carrozza. Inoltre gli argini stessi sono bassi e la golena è stretta, così siamo stati costretti a percorrere qualche tratto di asfalto. Da Piacenza in poi, invece, è un'autentica meraviglia e in alcuni punti sembra davvero di essere nelle praterie americane, con scenari e condizioni naturali di assoluto pregio».

«L'Ippovia del Po è passata da progetto sulla carta a tracciato effettivamente realizzabile», conclude Girino. «E sarà importante, nel prossimo futuro, ottenere il sostegno, anche istituzionale, per riaprire le strade demaniali e no oggi non percorribili, affinché il percorso sia ancora più utile alla valorizzazione del territorio e dell'habitat naturale del fiume a vantaggio di tutte le forme di slow tourism, dall'equitazione all'escursionismo a piedi o in bicicletta».

Dopo il giorno di riposo Ambrogio Girino e i suoi compagni di avventura sono ripartiti oggi da Ostiglia in direzione Gaiba, in provincia di Rovigo, tappa di quaranta chilometri circa. Il gruppo concluderà il tracciato sabato 21 agosto, accolto con i meritati onori e una serata di festa presso il Club ippico del Ferri di Albarella - Rosolina.